Carpaneto Piacentino
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Capoluogo della Val Chero, esisteva probabilmente già prima della nascita di Cristo. E’ nominato in un documento datato 816 relativo all’acquisto di una foresta da parte del vescovo di Piacenza Podone. Nel 1090 il borgo è distrutto dai popolari in lotta contro i nobili. Nel 1216 sono i Ghibellini a devastare Carpaneto in una battaglia dove i Guelfi hanno la peggio. Il castello sembra risalire all’XI secolo, ma è citato per la prima volta in una notizia del 1321 quando le milizie viscontee lo distruggono unitamente ad altri fortilizi guelfi. Castellano era allora Rolando Scotti; nel XV secolo, dopo essere stato dei Del Carlo, il castello di Carpaneto viene acquistato da Alberto Scotti e il feudo è innalzato a contea nel 1441 dal duca Filippo Maria Visconti. Nel 1447 Francesco Piccinino, figlio del capitano d’armi Nicolò, durante l’assalto di Riccio da Taranto a Piacenza, con le milizie di Francesco Sforza arriva a Carpaneto e distrugge quanto appartiene agli Scotti. Il borgo fortificato diventa poi caposaldo di Pier Maria Scotti, ricordato come capitano audace e crudele. Un giorno, per non essere riuscito a far nominare curione di Carpaneto uno Scotti del suo casato, un suo armigero, appostato dietro una feritoia, scocca un dardo che uccide Don Anguissola, parroco del paese, la cui salma è sepolta sotto l’Altare Maggiore. Nel 1321 Astore Visconti fa uccidere il conte Pier Maria Scotti, reo di aver assaltato il suo castello di Agazzano per impadronirsi di danaro e gioielli. Nel 1606 Ranuccio I Farnese nomina Cesare Scotti marchese di Vigoleno, Diolo e Carpaneto




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