Bettola
stato-32-1-01.jpg
Che il territorio bettolese fosse colonizzato sin dall'epoca romana Ŕ provato dal ritrovamento dei resti di una fornace per laterizi alle pendici del monte Zucchero, sul versante sinistro della valle. Attorno all'anno Mille il monastero piacentino di San Savino possedeva diverse terre e fortezze nella zona, tra cui quella scomparsa di Calenzano, in Valperino, e quella tuttora esistente, anche se in rovina, di Castelnardo. Successivamente, verso la metÓ del sec. XIV, la media Val Nure entr˛ nella sfera di influenza dei Visconti di Milano, che ridimensionarono le mire dei Nicelli e dei Landi di Val Ceno. L'abitato di Bettola si svilupp˛ a partire dalla metÓ del Quattrocento come luogo di sosta sulle rotte commerciali tra Piacenza e Genova. Il toponimo del resto testimonia queste vicende storiche: il termine "bettola", anche nell'italiano moderno, indica l'osteria, ed in questo caso l'osteria era il luogo di sosta ed il posto tappa per coloro che salivano o scendevano lungo la vallata. Per la sua strategica posizione di connessione tra la montagna e la pianura la zona di Bettola era infatti, sin dal Medioevo, area privilegiata di scambio tra i commercianti piacentini (che offrivano principalmente cereali) e quelli genovesi (che portavano l'olio d'oliva). Quest'asse commerciale Piacenza - Genova sin dal 1300 era denominato appunto "Via del Pane" per i liguri, "Via dell'Olio" per i piacentini. Nel 1441 Filippo Maria Visconti concesse il riconoscimento della cosiddetta "Magnifica UniversitÓ di Val Nure" ovvero un'istituzione comunitaria delle popolazioni vallive, con parziale autonomia da Milano, privilegi fiscali e propri magistrati. L'istituto della Magnifica UniversitÓ, comprendente 38 Comuni, sopravvisse sino all'epoca napoleonica anche se fu per secoli minacciato dai Nicelli che, grazie ai loro ampi possedimenti nella zona, miravano all'esercizio di un potere ancora prettamente feudale. Nel 1496 la notizia dell'apparizione della Madonna ad una pastorella presso una quercia nei dintorni di Bettola determin˛ la nascita di un vastissimo e sentito culto popolare: sul colle della visione vennero fondati una chiesa ed un convento francescano. Soppressa l'istituzione religiosa in epoca napoleonica il santuario rovin˛ rapidamente assieme al convento, adibito per un breve periodo a carcere. Solo nel 1954 venne costruita una nuova cappella sul luogo dell'apparizione, vicino a quel che resta del convento. La quercia e la statua mariana oggetto di culto sono oggi conservate nel nuovo Santuario della Madonna della Quercia costruito nella piazza principale di Bettola. La famiglia Nicelli, durante i secoli XV e XVI, estese i propri possedimenti anche su buona parte del territorio di Bettola: numerosi sono i castelli che i Nicelli rilevarono nella zona oppure edificarono ex novo per difendere i propri interessi. Gli edifici fortificati dei dintorni di Bettola sono spesso attinenti alla tipologia della "casa-torre". Abbiamo a che fare con robusti edifici in pietra, realizzati in maniera estremamente austera con le limitate tecniche costruttive della montagna, che nulla o quasi concedono alla decorazione ed alla rappresentanza, ma che nella loro essenzialitÓ testimoniano il rapporto con l'architettura tipica dei borghi rurali e rappresentano la fase storica in cui queste vallate erano dominati dai "signori della montagna", primi fra i quali erano gli stessi Nicelli. Le continue feroci lotte tra i Nicelli e la famiglia dei Camia convinsero, attorno al 1540, papa Paolo III Farnese ad intervenire per riportare ordine nella zona. Si deve a questo fatto la costruzione della cosiddetta "Torre Farnese", fortilizio edificato nei pressi di Bettola sede degli inviati pontifici, simbolo di un potere centrale che veniva a cancellare le residue ambizioni feudali. La Torre fu presto bruciata dai Nicelli medesimi, approfittando della congiura che soppresse a Piacenza il duca Pier Luigi Farnese; Ottavio Farnese ne ordin˛ la ricostruzione nel 1562. L'istituzione del Comune di Bettola avvenne alla fine del Settecento nell'ambito della napoleonica Repubblica Cisalpina. Nel 1932 Bettola venne collegata a Piacenza da una linea ferroviaria che toccava tutti i centri della bassa e media vallata; questa ferrovia elettrica (la "littorina") sostituý il cosiddetto "tramway", che prestava servizio sin dalla fine dell'Ottocento sulla strada di Val Nure, e venne soppressa nel 1967. (tratto dal sito del comune di Bettola)




condividi questa pagina
News Infonet
Cerca nel sito

  • Tortelli con gli spinaci o turtÚi
    detti anche tortelli con la coda
    Ŕ il pi¨ noto piatto di magro piacentino, un primo che non pu˛ mancare nei men¨ delle specialitÓ piacentine, da provare anche con la variante del sugo ai funghi...
    Pubblicata il 08/10/2012
  • Sprelle o CiÓciar
    chiacchere in dialetto piacentino
    forma dialettale del termine "chiacchere", le sprelle sono un dolce tipico piacentino del periodo del carnevale
    Pubblicata il 08/10/2012
  • Pulŕinta c˘nsa
    servita con con polpa di manzo tritata
    la polenta concia (o condita) Ŕ una seconda portata che pu˛ fare anche da piatto unico, tipica specialitÓ piacentina della stagione fredda...
    Pubblicata il 08/10/2012
  • PisarŔi e fas˛
    il pi¨ rinomato tra i piatti tipici piacentini
    Ŕ la specialitÓ piacentina per eccellenza a base di gnocchetti e fagioli, con sugo di pomodoro e pancetta...
    Pubblicata il 08/10/2012
  • Lumache
    un piatto piacentino della tradizione pi¨ contadina
    piatto molto gustoso e sostanzioso che richiede una preparazione particolarmente attenta...
    Pubblicata il 08/10/2012

Privacy Policy
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalitÓ illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di pi¨ o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti allĺuso dei cookie.
Maggiori informazioniOK